Due giorni fa il rapporto dell'ONU sulla base di informazioni di intelligence dei paesi membri. Due giorni dopo, la conferma da parte del dipartimento di Stato americano, Saif al-Ade è il nuovo capo di al Qaeda dopo la morte di Ayman al-Zawahiri, ucciso nel luglio dello scorso anno. Egiziano di nascita, 62 anni, al-Adel che ha la sua base in Iran, secondo il rapporto sarebbe il leader de facto del gruppo terroristico, ma è una leadership non ufficialmente dichiarata, per diversi motivi: in primis per non urtare la sensibilità delle autorità talebane in Afghanistan, che non hanno mai riconosciuto la morte Zawahiri come conseguenza di un razzo americano lanciato su Kabul. Anche al Qaeda, di matrice sunnita, potrebbe non apprezzare il fatto che il nuovo capo risieda in un paese a maggioranza sciita come l’Iran. Questioni di convenienza e di rapporti visto che tra l’altro l’Iran ha sempre negato di fornire sostegno al gruppo terroristico. Secondo il Counter Extremism Project statunitense, Saif al-Adel ha avuto un ruolo centrale nel costruire la capacità operativa del gruppo, ha addestrato alcuni dei dirottatori dell'11 settembre. Ed è inoltre ritenuto responsabile degli attacchi alle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania, nel 98, da dove di fatto partì la campagna internazionale del terrore.























