Elezioni europee, le sfide più interessanti nei 28 Paesi

22 mag 2019

Non solo in Italia, il voto per le europee viene considerato importante anche in chiave nazionale. Anzi, praticamente in tutti e ventotto gli stati membri si tratta di una sorta di tagliando dei rapporti di forza interni e alcune sfide sono particolarmente interessanti. Al di là del Regno Unito, dove il partito Brexit di Nigel Farage dovrebbe fare man bassa di voti, devastando conservatori e laburisti, incapaci in 3 anni di portare a compimento l'uscita dall'Unione Europea, la partita più aperta sembra essere quella francese dove è testa a testa tra i partiti di Emmanuel Macron e Marine Le Pen, con quest'ultima lievemente in vantaggio. Sarebbe una rivincita dopo la batosta nella corsa all'Eliseo, mentre Macron ne uscirebbe indebolito, proprio quando si dovranno decidere i vertici delle istituzioni europee. Occhi puntati anche sulla Germania, dove i verdi ambiscono a superare i socialisti della SPD, mentre la nuova leader dei cristiano democratici, Annegret Kramp Karrenbauer, deve far dimenticare le ultime sconfitte incassate dalla Merkel. La Spagna torna al voto a un mese dalle politiche. Una conferma del buon risultato dei socialisti permetterebbe al premier Sánchez di rivendicare un posto di primo piano in Europa, ma bisognerà fare i conti con la crescita dell'estrema destra di Vox. Destra che, invece, rischia di subire una brusca frenata in Austria dopo lo scandalo sui presunti finanziamenti russi che ha investito l'ormai ex leader della FPÖ Strache. A guadagnarci, dovrebbe essere il cancelliere Kurtz di area popolare che sogna la volata per le elezioni anticipate di settembre. In autunno si vota anche in Grecia, ma alle europee il premier, Alexis Tsipras, rischia di venire superato dal centrodestra di nuova democrazia. E se i partiti di estrema destra, che oggi guidano i governi di Ungheria e Polonia, dovrebbero confermare saldamente la loro leadership, grande attenzione sulle performance che i nazionalisti potrebbero ottenere in Olanda, Svezia e Finlandia. Ovunque si vota con il proporzionale, anche se leggi elettorali e soglie di sbarramento variano da Paese a Paese. In totale si eleggono 751 eurodeputati. L'Italia ne ha 73, che saliranno a 76 dopo la Brexit.

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