Elezioni Perù, ancora nessun vincitore ufficiale

11 giu 2021

Secondo gli ultimi dati il candidato della sinistra Pedro Carrillo avrebbe superato la candidata della destra Keiko Fujimori di appena 70.000 voti. Una cifra minuscola, che è fotografata dalla percentuale: 50,20% contro il 49,79%. Insomma l’incubo del “too close to call” che paralizzò gli Stati Uniti nel duello Bush Gore nel 2000. Il Perù, però, non è gli Stati Uniti, e le tensioni sociali sono fotografate proprio dall’esito delle consultazioni che vedono contrapposti due candidati che più lontani è difficile immaginare. Pedro Castillo, comunista ortodosso, ex contadino e maestro, sindacalista, difensore delle classi più povere. Keiko Fujimori incarnazione della destra radicale sudamericana, figlia di un Presidente arrestato e condannato per crimini contro l’umanità, lei stessa condannata per scandali sul finanziamento del suo partito, propone la ricetta “solo mercato". La paura è che come la nitroglicerina le due parti del Paese vengano a contatto creando un composto instabile ed esplosivo. La crisi economica e il Covid hanno morso con durezza il Paese. L’appello di Castillo va in questo senso. Si è proclamato vincitore, chiede che non si alimenti il clima di incertezza, anche perché il rischio è di un'esplosione davvero fragorosa. Ma Keiko Fujimori non ne vuole sapere. Accusa il suo concorrente di brogli e chiedere il riconteggio. Che il Paese esploda è un rischio reale, perchè in qualsiasi modo andrà a finire, metà del Perù si sentirà defraudato del risultato.

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