Elezioni Uk, che cosa cambierà

13 dic 2019

Archiviate le elezioni nel Regno Unito che hanno sancito una vittoria eclatante per il campione della Brexit, Boris Johnson, la domanda che la gente si pone, al di là della Manica è essenzialmente una: che cosa cambierà per noi europei a partire, dai 3 milioni e mezzo, di quei 700.000 italiani, che attualmente si trovano nel Regno Unito? Cominciamo dicendo che per tutto il 2020 tutto resterà immutato, compreso il principio di libera circolazione delle persone, dei beni, dei capitali e dei servizi. L'anno che sta arrivando, sarà infatti considerato di transizione e non si può escludere che tale periodo, sconfini nel 2021. Durante questo arco di tempo, i cittadini UE che vivono in Inghilterra da oltre cinque anni avranno il tempo per chiedere il cosiddetto settled status che permetterà loro di restare ad oltranza. Chi non ha maturato i cinque anni potrà fare richiesta del pre settled status che sarà valido fino al 2025 ma che concede meno sicurezza. Tutti i nuovi lavoratori e studenti dovranno essere in possesso di un visto sul passaporto, senza poter contare su alcun trattamento di riguardo. I turisti europei dovranno invece mettere in valigia il passaporto ed essersi assicurati di essersi registrati online, sul modello dell'est americano. Per quanto riguarda le merci, la prima cosa che sia la UE che Johnson vogliono evitare è un non accordo che renderebbe necessaria l'applicazione delle regole del WTO. La UE si è detta disponibile a trattare, anche se la Cancelliera, Angela Merkel, ha già parlato di negoziati difficili per una partnership eccellente, ma a due condizioni. La prima è che l'Unione dovrà essere considerata dal Regno Unito come un blocco unico. La seconda che venga rispettato il cosiddetto Level Paying Field il totale fair play in quattro campi fondamentali, tassazione, aiuti di Stato, standard sociali e ambientali.

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