Emergenza virus, in Europa regole scuole in ordine sparso

13 nov 2020

In Europa le prime a riaprire già il 15 aprile sono state le scuole della Danimarca, l'Italia invece è stata tra gli ultimi, regole diverse da paese a paese, spesso anche da regione a regione. Ma in generale si tenta di tenere aperto finché si può, in alcuni casi, poi, i picchi di questa seconda ondata, hanno coinciso con le tradizionali vacanze d'autunno che hanno aiutato a dare un po' di tregua. È il caso del Belgio, dove lo stop alle lezioni è stato anche allungato e gli studenti sono tuttora casa, in Francia invece le due settimane di break sono appena terminate. Già a maggio però il Presidente Macron aveva insistito sulla necessità di tornare sui banchi per non lasciare indietro le fasce più deboli. Ma all'epoca di fatto riaprì solo un terzo degli istituti, tutti in aula invece da inizio settembre, ma già dopo un mese le scuole pesavano per un terzo dei nuovi contagi totali, attualmente comunque la didattica a distanza riguarda solo le università e le classi in quarantena, la mascherina è obbligatoria per tutti, tranne gli alunni delle materne, i genitori devono misurare la febbre a casa e ogni due ore le classi devono essere areate, situazione più variegata in Germania, dove le decisioni sono prese dai singoli Laender. Generalmente le lezioni sono comunque in presenza, salvo alcune università e i casi di quarantena, regole più rigide solo nelle zone rosse, mascherine obbligatoria anche per gli studenti e non solo per il personale e l'obbligo di tamponi negativo per la riammissione dopo il contagio. Più restrizioni invece in Spagna, a livello locale sono state decise alcune chiusure, mentre dove le scuole sono aperte si misura la febbre a tutti a inizio giornata. Le mascherine sono sempre obbligatorie, le aule vengono areate frequentemente e bisogna igenizzarsi le mani almeno 5 volte al giorno, salvo piccoli gruppi di allievi delle classi inferiori, è poi sempre necessario rispettare un metro e mezzo di distanza. Regole più morbide infine in Regno Unito, dove di fatto le lezioni in presenza sono riprese solo dopo l'estate e continuano salvo casi di quarantene, viene generalmente consigliato un distanziamento di due metri, ma sono i singoli istituti a decidere su mascherine, orari differenziati e sanificazione degli ambienti.

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