Emergenza virus, la paura non ferma i giapponesi

20 mar 2020

C'era da aspettarselo, oggi – qui – è il giorno della primavera, è festa nazionale, come tutti gli anni e sono venuto in uno dei parchi più famosi per la fioritura dei ciliegi, il parco di Yoyogi, curioso di capire, di vedere se i suggerimenti, e sottolineo la parola suggerimenti, perché non si tratta di provvedimenti coercitivi, anche ieri sera il Governo lo ha ribadito, il suggerimento di non andare a celebrare, come tutti gli anni, la festa dei ciliegi e di fare soprattutto dei picnic, mettersi a mangiare e bere sotto gli alberi, fosse rispettato. Come vedete, non lo è. Capisco che queste immagini, per noi italiani, che stiamo vivendo un momento di grande disperazione, di grande emergenza, di sofferenza, di dolore per tutte le vittime, può anche suscitare un po' di rabbia, di invidia e di stupore soprattutto, sì di stupore perché il Giappone è l'unico Paese, colpito dal virus, che non ha ancora assunto dei provvedimenti chiari, precisi, stringenti, coercitivi. Ci stiamo – noi tutti – domandando perché, è ovvio che i giapponesi non possono essere immuni al virus, evidentemente c'è qualcosa che a noi sfugge e speriamo che non sia qualcosa di brutto, qualcosa di mancanza di trasparenza, di occultamento di numeri, di dati , come sappiamo, per salvare le famose Olimpiadi di questa estate. Se così non è, e noi tutti ce lo auguriamo, diciamo che il Giappone è davvero un Paese fortunato perché i contagi restano ufficialmente attorno ai 1200 e 1300, i morti, tra virgolette, appena 29. Insomma, sembra che sia davvero un paese degli Dei, come dice tra l'altro la parola, Kami no Kuni, il Paese degli Dei.

pubblicità