"Errore di sistema": in uscita l'autobiografia di Edward Snowden

14 set 2019

"Errore di sistema": è questo il titolo italiano dell'attesa autobiografia di Edward Snowden, che uscirà in contemporanea in tutto il mondo, il prossimo 17 Settembre. L'ex-analista dell'Intelligence americana, che nel 2013 passò alla stampa migliaia di documenti riservati sui programmi di sorveglianza di Washington, prova in questo testo, a raccontarsi, anche se lui stesso precisa nell'introduzione, che "rivelare segreti di Stato può essere più semplice che parlare della propria vita". Soprattutto per lui, abituato a nascondersi, sin da ragazzino, prima come Hacker adolescente, capace di entrare nei sistemi governativi. Poi, dopo gli attentati dell'11 Settembre, decidendo di mettere le sue abilità al servizio del Governo. Ad appena 22 anni, già era operativo con la licenza di maneggiare materiale Top Secret, con lo stesso tipo di materiale, che alla fine, da analista della NSA, la National Security Agency, ha fatto trapelare per inchiodare gli Stati Uniti alle proprie responsabilità e denunciare le attività di spionaggio di massa, a danno dei cittadini e in alcuni casi degli alleati e le continue violazioni della Privacy, non solo dell'amministrazione Bush, ma anche di quella Obama che lo ha accusato di spionaggio e tradimento per aver rivelato segreti di Stato. Da allora Snowden si è auto-esiliato in Russia e vive a Mosca con sua moglie, pur non essendo più formalmente protetto dal Governo russo, come ha precisato in un'intervista rilasciata a Roberto Saviano per la Repubblica, in cui ha smentito i sospetti di una sua possibile collaborazione con il Cremlino, precisando di "essersi ritrovato in Russia solo per mancanza di alternative, dato che tutti i Paesi occidentali e democratici, fra cui l'Italia, a cui ha chiesto asilo, glielo hanno negato". La sua figura resta controversa, ma è indubbio che molti degli errori di sistema che Snowden mette in luce in questo libro, hanno un fondamento e sono alla base di un dibattito che nella comunità digitale del web, sta portando a serie riflessioni, su questioni su cui tutti dovremmo forse porci delle domande, a partire dalla più importante: come viviamo il fatto che tutte le informazioni della nostra vita, le nostre foto, anche quelle più intime, le nostre chat di WhatsApp, le nostre ricerche su internet possano essere a disposizione dei governi, o ancor peggio di imprese private che hanno fatto diventare noi, la loro merce. La loro fonte di profitto.

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