Europei e politica: rivalità tra nazioni, guerre e tensioni

11 giu 2021

Queste sono le bandiere dei 27 Stati dell'Unione Europea. 17 di loro si sono qualificati con le loro nazionali agli europei di calcio. Ci siamo noi, c'è la Francia, la Germania, big politici e calcistici. C'è il Belgio che ospita le Istituzioni europee che può ritrovare, proprio, nella sua forte nazionale un'unità. E poi ci sono potenze medie, come i campioni in carica del Portogallo e la Danimarca. Ma il calcio è più ampio della politica ed in parte anche della geografia. Gli europei di calcio, infatti, li giocano anche Russia, Turchia oppure Scozia, Inghilterra, Galles, che sono usciti dall'Unione con la Brexit. Ma guerre, tensioni, politica entrano a disturbare anche i giochi, almeno in età moderna. Facciamo alcuni esempi. Il primo problema politico riguarda i russi: qui a Bruxelles, da questo palazzo, arrivano molte accuse e proteste all'Unione Europea, nel calcio invece ha scatenato l'ira di Mosca una divisa, quella della nazionale Ucraina. L'UEFA ha chiesto a Kiev di cancellare dalla maglia la frase "Gloria ai nostri eroi". Rimarrà, invece, stampata sul petto la cartina dell'Ucraina, compresa di Crimea, in realtà conquistata dalla Russia già nel 2014. Il nostro Paese è unico e indivisibile, la Crimea è Ucraina, ha scritto su Instagram il Presidente Zelensky. La sfida è aperta, anche a colpi di divise sportive. Il 18 giugno si affronteranno Inghilterra e Scozia. Hanno una sola bandiera che li rappresenta all'estero, questa del Regno Unito, che ha lasciato l'Europa e le sue Istituzioni, ma sono divisi in Patria e con le loro nazionali. Gli scozzesi in Europa vogliono tornarci ad ogni costo, il derby d'Oltremanica sarà una sfida culturale e politica giocata su un campo di calcio. E se Italia e Turchia hanno messo da parte le diffidenze reciproche per mettersi a giocare a pallone, gli ungheresi invece si sono già irritati. Non amano che le squadre avversarie si mettano in ginocchio prima delle partite per protestare contro il razzismo. Il Presidente Orban ha giustificato i fischi dei propri tifosi ai calciatori irlandesi che lo hanno fatto a Budapest nei giorni scorsi. Teme sia una critica alla propria politica contro i migranti, non vuole provocazioni. Il 19 la sua Ungheria affronterà i campioni mondiali della Francia, la squadra più multietnica d'Europa. Basterà, forse, già questo ad irritare il Presidente.

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