FB, Zuckerberg resta solo al comando, aumetano azionisti

31 mag 2019

Per il momento Mark Zuckerberg rimane saldo al comando. Imperatore unico del suo regno social, ma il suo trono inizia a traballare sotto i colpi degli scandali degli ultimi due anni, dell'Antitrust americane e soprattutto dei suoi stessi azionisti, sempre più insofferenti rispetto a questa concentrazione di potere. Non a caso nelle ultime ore, durante l'assemblea degli azionisti, Zuckerberg ha dovuto combattere per mantenere il doppio incarico di amministratore delegato e Presidente del Consiglio d'amministrazione, ma alla fine è riuscito a vincere grazie anche al suo stock di titoli cosiddetti di classe B che garantiscono 10 voti per azione e che gli permettono di tenere una salda maggioranza, quasi del 60% dei voti. Non a caso c'è chi, durante l'assemblea degli azionisti, ha proposto di azzerare le azioni di classe B, ma è stata bocciata anche questa proposta che avrebbe permesso agli azionisti di poter esercitare un maggiore controllo sulla gestione del gruppo, soprattutto a seguito delle fake news e delle interferenze nelle elezioni e delle minacce alla democrazia che hanno visto Facebook protagonista negli ultimi anni a partire dallo scandalo di Cambridge analitica Zuckerberg ha parato i colpi, sostenendo di auspicare una maggiore regolamentazione governativa per aiutare il gruppo a proteggere la privacy degli utenti, ma ha anche contemporaneamente annunciato un nuovo programma per i comandi vocali, vale a dire una nuova arma per raccogliere dati e informazioni, senza contare le pressioni che Facebook sta facendo sul Congresso per evitare l'apertura di una verifica della Commissione sulla concorrenza della Camera dei Rappresentanti, determinata ad aprire un'inchiesta sull'acquisizione di Instagram e WhatsApp da parte di Facebook che contano ormai entrambe più di un miliardo di utenti. Spacchettare il colosso social potrebbe essere un'altra soluzione, anzi una necessità, almeno stando alle dichiarazioni del cofondatore di Facebook, Chris Yoox che in un recente editoriale sul New York Times, ha messo sotto accusa anche il potere senza controllo di Zuckerberg, che però, almeno per il momento, non ha alcuna intenzione nè di dividere il suo impero, nè di condividerne il comando.

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