Fondi neri dal Venezuela a M5S, tutti i dubbi dell'inchiesta

16 giu 2020

Soldi per la rivoluzione. La notizia arriva dalla Spagna ed è dirompente. Siamo nel 2010, in Italia il Movimento 5 Stelle è un neonato. In Venezuela siamo in piena epoca Chavista. 3 milioni e mezzo di euro in una valigetta, arrivano a Milano. Secondo il quotidiano spagnolo Abc quest'uomo, Giancarlo Di Martino, storico console di Caracas è il mediatore deve consegnarli a Gianroberto Casaleggio. Sono fondi neri per consentire ai Grillini di finanziare la loro politica. Di Martino oggi parla di Fake News, di un complotto politico ordito dall'ultradestra spagnola alleata alla destra italiana. ABC infatti ha un profilo conservatore e diverse volte si è occupata di fatti venezuelani. Nel 2016 in un'altra copertina accusava il movimento Podemos, anche in questo caso, un finanziamento in nero, ma più corposo 7 milioni di euro. Ma torniamo ai fatti italiani, nel 2010 Hugo Chavez è Presidente, Maduro il suo Ministro degli esteri. È lui, ex autista della metropolitana di Caracas, sindacalista poi delfino di Chavez, infine, suo erede alla Presidenza, ad autorizzare il pagamento. Il giornalista di ABC, che firma l'articolo non ha dubbi, difende le sue fonti e conferma tutto. Il documento mostrato però ha alcune incongruenze. Intanto l'intestazione dal 2007 il nome ufficiale è “Ministero della difesa popolare venezuelana” e non “Ministero della difesa”. Poi il timbro, il Governo venezuelano da quando è presente il chavismo al potere si è caratterizzato, in particolar modo, per il simbolismo non bastava governare, Hugo Chavez e i suoi dovevano imprimere in maniera indelebile, attraverso le modifiche dei simboli di stato la rivoluzione. Quello nel documento è precedente alla riforma del 2006 la data del documento: luglio del 2010. Infine una domanda: il Venezuela di Chavez poteva rischiare una crisi diplomatica con l'Italia, il Paese che ospita il Vaticano per finanziare un partito un anno di vita?.

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