Fondo UE per ripresa, incognita su tempi e modalità

24 apr 2020

Tempi lunghi e molte incognite sul futuro fondo europeo per la ripresa. Se il Summit dei 27 è servito almeno a segnarne la sua necessità e la sua urgenza con la soddisfazione del premier Conte, la sfida sembra essere solo all'inizio. La proposta di Ursula von Der Layen, incaricata dai leader di presentare un progetto legato al prossimo bilancio pluriennale europeo, rischia di non arrivare prima di metà maggio. Solo allora potranno partire le negoziazioni nel dettaglio. Difficile dunque che si possa arrivare a un accordo entro fine giugno come auspicato invece da Angela Merkel. Due i nodi più complessi da sciogliere. Il primo è l'ammontare del fondo, l’Italia e i suoi alleati puntano a 1500 miliardi, i Paesi del nord giocano invece al ribasso. La commissione vorrebbe mobilitare in totale,2000 miliardi, anche se le risorse vere e proprie, potrebbero essere molte meno e il resto dovrebbe arrivare da un effetto leva sui mercati che è tutto da vedere. Il vicepresidente Dombrovskis, assicura comunque che il fondo avrà capacità sufficiente a sostenere la ripresa nei prossimi anni. L'altra incognita arriva dalle modalità di erogazione, sussidi a fondo perduto, come chiedono i Paesi del sud che non vogliono aggravare i loro già elevati debiti sovrani o prestiti super agevolati, ma comunque da restituire, come chiedono gli stati del nord. La Germania per ora non si schiera: “Aspettiamo la proposta della Commissione” dicono da Berlino, mentre il commissario Gentiloni anticipa l'idea di un mix tra sussidi e finanziamenti a 30 o 40 anni a tassi vicino allo zero.

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