Forti esplosioni a Beirut, 100 morti e migliaia di feriti

05 ago 2020

Un boato fortissimo, un urto pari a quello di un terremoto di magnitudo 4.5. Erano le 18 a Beirut quando è avvenuta l'esplosione. Un enorme fungo si è alzato nel cielo, un immagine che ha commentato con le lacrime agli occhi il governatore Marwan Aboud, sembra Hiroshima e Nagasaki. A scoppiare è stato un deposito nei pressi del porto, dove si trovavano 2700 tonnellate di nitrato di ammonio, una sostanza molto pericolosa, utilizzata come fertilizzante e come componente per esplosivi che pare fosse custodita lì, dopo essere stata confiscata a dei contrabbandieri nel 2013. Secondo una delle ipotesi, un'operazione di saldatura nel magazzino avrebbe creato le scintille all'origine dell'esplosione. I responsabili di questa catastrofe saranno chiamati a rispondere, ha detto il premier libanese Hassan Diab che ha dichiarato lo stato d'emergenza nella città. Le persone si sono riversate nelle strade devastate dalle esplosioni, dappertutto edifici distrutti, colpito anche il Palazzo presidenziale. I feriti sono troppi gli ospedali sono già pieni. In quelle stesse strade che fino a poche ore prima erano scenario delle proteste del popolo libanese costretta al razionamento dell'acqua e a black-out continui. Proprio un paio d'ore prima dell'esplosione c'erano stati degli scontri davanti al Ministero dell'energia dove i cittadini manifestavano contro i tagli alla corrente che lasciano al buio intere zone della capitale. Sono mesi e mesi che vanno avanti le proteste in quella che è la terza nazione più indebitata al mondo, oggi alle prese anche con l'emergenza coronavirus. Proteste che hanno portato alle dimissioni del ministro degli esteri e che ora potrebbero crescere ancora di più. Il Governo che ha invitato chi può ad allontanarsi momentaneamente da Beirut chiede sostegno ai paesi amici, aiuti e vicinanza che arrivano da tutta la comunità internazionale anche da Israele, ma intanto dagli Usa Donald Trump fa sapere che secondo alcuni dirigenti militari americani, la pista dell'attentato non sarebbe da escludere.

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