La Francia non si arrende e chi contesta la riforma delle pensioni non demorde. I sindacati, le opposizioni e i cittadini comuni sono pronti a continuare le proteste di piazza e le mobilitazioni. Martedì sarà un altro banco di prova per il movimento anti retraites per dimostrare al governo e all'Eliseo ancora una volta le forze in campo. Un vero braccio di ferro. Nessun segnale di distensione da Macron che tira dritto e ha già ribadito. Non cederemo alla violenza di piazza. Non è la folla ma gli eletti della Repubblica ad avere legittimità. I sindacati da parte loro esortano il presidente a stoppare tutto per calmare le acque, visto il clima di grande collera e anche di deriva violenta ma al momento le distanze rimangono incolmabili. Si preparano a sfilare con i lavoratori anche i giovani. Erano 500.000 in tutto in Francia e 150.000 a Parigi giovedì scorso, loro che in teoria dovrebbero avere vantaggio dalla riforma perché la riforma dovrebbe garantire le pensioni del futuro ma non la pensano così. Ma non c'è solo questo alla base della loro mobilitazione.























