Gallo: aspettando vaccino, anti polio contro il Coronavirus

27 mag 2020

“Avremo un vaccino quando sarà il momento. Intendo che dovremo aspettare di avere le prove che il vaccino disponibile sia universale, sicuro e che non sia nocivo. Se fa riferimento alle sperimentazioni dei potenziali vaccini, sì, stiamo già facendo sperimentazioni con alcuni potenziali vaccini. Sì, ci sono dei potenziali vaccini, ma non si sa ancora se saranno efficaci, se saranno sicuri, se avranno effetti collaterali o altro. Dovremo aspettare. Un'altra possibilità è che ci siano altri tipi di protezione a livello endemico che assicurano una sorta di immunità innata alla popolazione. E' quel che proponiamo di fare con il vaccino antipolio per via orale. Ci sono vari fattori da considerare sul perché c'è una variazione tra le diverse zone. In primis, il vaccino antipolio per via orale costa poco, è disponibile in grandi quantità, è semplice da assumere, basta sciogliere una compressa sulla lingua e, inoltre, è ampiamente dimostrato che è sicuro e per chi ha già fatto il vaccino antipolio, come nel nostro caso, in Occidente, non rappresenta quasi alcun pericolo o, comunque, i rischi sono estremamente bassi.” “E' possibile secondo lei contrarre due volte il Coronavirus?” “Sì, ritengo sia possibile contrarre il virus una seconda volta, a meno che l'immunità ottenuta dalla prima infezione non riesca a rispondere a tutte le varianti del virus e a meno che l'immunità non sia duratura. Se l'immunità è duratura, cosa che non possiamo sapere, e se l'immunità è ampia e, quindi, comprende tutte le varianti del virus, allora non lo contrarremo di nuovo, ma non credo sia molto probabile. Credo che saremo esposti ad altri ceppi del virus e temo che l'immunità generata dal vaccino non sia duratura. Perché? Perché ravvisiamo analogie tra i peplomeri di questo virus e i peplomeri dell'HIV. Gli anticorpi, nel caso dell'HIV, non sono duraturi. Quello che hanno in comune il Coronavirus e l'HIV sono tutti gli aspetti e gli insegnamenti di una pandemia. C'è sempre un lato positivo nella tragedia. Con l'HIV ci sono stati molti lati positivi a livello scientifico, ma anche sociale: il maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti con l'Africa in fatto di salute pubblica per prima cosa, poi la maggiore comprensione e tolleranza verso le diversità nella sfera sessuale delle persone. Spero che questa pandemia porti negli Stati Uniti maggiore unità. Spero anche che la pandemia conduca a maggiore interazione a livello scientifico e medico tra le Nazioni. Finora non l'ho visto, è l'aspetto più deludente, specie nei nostri rapporti con la Cina.”

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