Dopo una serie di conferme e smentite, la notizia dello stop del gas russo alla Polonia e alla Bulgaria trova conferma dal Ministero dell'Energia di Sofia. Il blocco riguarda il flusso che scorre nella principale arteria di collegamento dalla Russia alla Polonia, il gasdotto Yamal. Il suo percorso attraversa la Siberia, poi la Bielorussia, quindi la Polonia per terminare in Germania. Venerdì è scaduto l'ultimatum con il quale la Russia ha deciso di imporre il pagamento delle forniture ai paesi cosiddetti ostili in Rubli. Già domenica, le autorità polacche avevano osservato una diminuzione dell'80% del flusso, ora la chiusura. La società polacca Pgnig, operatore dell'energia del Paese, ha anticipato che chiederà i danni per il mancato adempimento del contratto, ma in verità la Polonia aveva già, a partire dal 2022, diminuito considerevolmente l'approvvigionamento del gas russo: da 600 / 800 milioni di metri cubi a settimana, negli ultimi mesi si era passati a 200 milioni in media. Chi rischia un pesante disagio è la Bulgaria, ancora fortemente dipendente dagli approvvigionamenti russi. Polonia e Bulgaria sono i primi a subire le ritorsioni riservate da Putin ai Paesi considerati ostili. La paura che questo sia solo il primo passo, ha fatto schizzare le quotazioni del 10% del gas, sfiorando il nuovo tetto di 110 Euro a Megawattora.























