Nella Striscia di Gaza, segnata da oltre due anni di guerra, seguire i Mondiali 2026 è una sfida tra blackout, connessioni instabili e condizioni di vita precarie. A Khan Younis, l'ex calciatore Fadi Al-Arawi guarda le partite da una scuola adibita a rifugio per sfollati. Secondo la Federazione calcistica palestinese, oltre mille atleti sono morti e circa 285 impianti sportivi sono stati distrutti o danneggiati. Nonostante tutto, il calcio continua a offrire ai gazawi un raro momento di normalità e speranza.























