Gb: bimba cristiana affidata a famiglia islamica, polemiche

29 ago 2017

Prima incoraggiata a studiare l’arabo, la lingua parlata in casa, poi invitata a togliere il crocifisso e costretta a non mangiare la carbonara con la carne di maiale. Prima una mamma temporanea con il niqab e l’idea che il Natale è una festa stupida, poi una mamma con il burqa e la convinzione che le donne europee bevono troppo. Due famiglie affidatarie, entrambe arabe, entrambe musulmane praticanti, in sei mesi, per una bambina di soli cinque anni. A raccontare la sua storia in esclusiva è il quotidiano britannico The Times che non rivela il nome della piccola né i dettagli sul perché sia stata tolta ai suoi genitori. Sullo sfondo Tower Hamlets, a Londra, una delle zone più multiculturali della Gran Bretagna, dove, in base al censimento del 2011, solo il 31% della popolazione è britannica e di pelle bianca. Eppure, in base alla legge del Paese, le autorità locali, quando danno in affidamento un bambino, devono tenere conto dei fattori religiosi, razziali, culturali e linguistici di tutte le persone coinvolte.

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