George Floyd, l'ultimo saluto nei funerali a Houston

10 giu 2020

L'ultimo saluto a George Floyd nella Fountain Praise Church di Houston, in Texas, non ha il sapore di un addio, ma della celebrazione di un sacrificio che può portare ad un cambiamento epocale. Molto è già cambiato da quel 25 maggio, quando la vita di Floyd fu strappata dal ginocchio dell'agente Derek Chauvin, durante quegli interminabili 8 minuti 46 secondi, da allora in migliaia sono scesi in piazza negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo per chiedere eguaglianza, per cercare di sradicare, con l'urlo delle proteste, le radici profonde del razzismo, per mettere un freno alla brutalità della polizia che non è iniziata e non è finita certo su quel marciapiede di Minneapolis. Solo ieri sono usciti altri due video che ancora una volta mostrano poliziotti che uccidono afroamericani, senza particolari ragioni ed è per questo che negli interventi che si alternano sul palco di Houston, la parola “giustizia” torna più volte, torna nel discorso della nipote di Floyd, Brooke Williams, che manda un chiaro messaggio a Donald Trump, quando, chiedendo di porre fine ai crimini, d'odio dice: “C'è chi parla di rifare grande l'America, ma l'America grande non è mai stata”. Torna nell'elogio funebre del reverendo attivista Al Sharpton, che sottolinea che le vite come quella di George non avranno valore fin quando qualcuno non pagherà per averle interrotte. Torna la parola “giustizia” nel videomessaggio dell'ex Vicepresidente Joe Biden, sfidante di Donald Trump il prossimo 3 novembre, proiettato durante la cerimonia: Oggi è il momento giusto di ascoltare, di guarire, è il momento di riportare giustizia, questa è la risposta che dobbiamo dare ai nostri bambini quando ci chiederanno: “Perché?”. Perché vogliamo giustizia per George Floyd e riporteremo giustizia in tutta l'America. Le parole di Biden fanno sembrare ancora più assordante il silenzio della Casa Bianca e del Presidente, che ieri ha invece twittato su un altro fatto di cronaca recente: il manifestante di 75 anni spintonato con violenza dalla polizia a Buffalo, la sua immagine a terra in una pozza di sangue con i poliziotti che non lo soccorrevano ha fatto il giro del web, ma secondo Trump potrebbe essere un falso, una messa in scena del settantacinquenne attivista che il Presidente ha definito: un provocatore anti P.A..

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