Ghosn: ho progettato la mia fuga da solo

02 gen 2020

Ho organizzato da solo la mia partenza. La mia famiglia non ha avuto alcun ruolo. Con queste poche parole l'ex numero uno di Renault Nissan, Carlos Ghosn, ha negato qualsiasi tipo di coinvolgimento della famiglia nella sua fuga dal Giappone fino al Libano. I media internazionali avevano parlato di un possibile ruolo avuto dalla moglie Nicole e da altri membri della famiglia. Fonti giapponesi hanno rivelato che l'ex Ceo avrebbe utilizzato un passaporto francese per entrare legalmente in Libano, dove l'Interpol ha notificato il mandato d'arresto. A Beirut il procuratore dovrebbe interrogare Ghosn la prossima settimana per valutare le eventuali misure da prendere. Ghosn ha trascorso in totale 130 giorni in un carcere giapponese tra il novembre 2018 e l'aprile 2019 per rispondere di 4 reati in totale, tutti legati alla frode fiscale. A Beirut vivono alcuni parenti del manager, città nella quale è cresciuto e dove gode di ampia popolarità. E la casa dove si è rifugiato è ora assediata dai giornalisti. In quella che è ormai diventata una vicenda internazionale anche la Turchia ha una sua parte in commedia. In Turchia sono 7 le persone che sono finite in manette perché ritenute complici della fuga del manager. Ghosn dal canto suo sostiene di essere stato vittima di una guerra interna a Nissan Renault e ha annunciato per il prossimo 8 gennaio una conferenza stampa.

pubblicità