Giappone: la protesta di Okinawa contro i militari americani

16 lug 2020

Il popolo di Okinawa, esige immediate spiegazioni e garanzie certe da parte del Governo centrale e delle autorità militari americane che la salute dei cittadini non venga messa a ulteriore rischio. Denny Tamaki governatore dell'isola di Okinawa, dove da alcuni giorni è scoppiata la polemica dei contagi registrati all'interno di alcune basi, è furibondo. Sia con il primo ministro Abe, che in questi giorni è sotto pressione anche per l'aumento dei contagi a Tokyo, sia con il Comandante delle forze militari americane a Okinawa generale Stacy Clardy che in un'intervista ieri ha definito un "irresponsabile cialtrone". Ad aumentare la tensione e la rabbia dei cittadini che hanno deciso di presidiare gli ingressi delle basi coinvolte, ora ufficialmente in lockdown, è stata la notizia che in base all'accordo di cooperazione militare tra Usa e Giappone, risalente agli anni 60, il personale militare Usa è esentato da tutte le procedure di entrata in Giappone. In altre parole, mentre il Giappone ha chiuso le frontiere ad oltre 160 paesi, Stati Uniti compresi, il personale militare americano circa 50mila persone è libero di andare e venire, utilizzando voli militari e atterrando direttamente nelle basi. Non solo, sembra che almeno sino a qualche giorno fa nei militari e i loro familiari venissero sottoposti ai test e che i familiari trovati positivi siano stati addirittura appoggiati presso un hotel privato dell'isola, dunque, fuori dalle basi. "Questo significa che per mesi" ha detto il governatore Tamaky i cittadini provenienti dal Paese più pericoloso del mondo sono stati liberi di circolare e infettare la nostra isola. Tutto questo è inaccettabile.

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