Giappone, nel Paese c'è un allarme suicidi

30 nov 2020

Dopo aver registrato un calo costante negli ultimi anni, in Giappone stanno aumentando in maniera molto preoccupante i suicidi, nel solo mese di ottobre, annunciano i dati ufficiali, si sono registrati 2137 suicidi, più del totale dei morti di covid 19 dall'inizio della pandemia, che proprio ieri hanno superato quota 2000. Il fenomeno era iniziato già l'anno scorso con il suicidio di alcuni cantanti e protagonisti dello show business, ma i dati forniti ieri dalla polizia sono agghiaccianti e denunciano una situazione di grande disagio sociale come effetto collaterale e per ora molto nascosto della pandemia. A suicidarsi sono soprattutto le donne, più 80% rispetto all'anno scorso, che oltre ad essere le prime a perdere il lavoro con le scuole chiuse e i mariti, spesso ingombranti e poco propensi alla collaborazione domestica, costretti a lavorare da casa, vengono sottoposte a un enorme aggravio di fatiche e di stress, al quale la società e le istituzioni non offrono alcun aiuto. In Giappone non esistono quasi consultori pubblici e in generale la depressione è considerata una malattia da nascondere più che da curare, frutto del proprio egoismo e dell'incapacità di assumersi le proprie responsabilità, di qui il progressivo isolamento, la disperazione che poi porta al suicidio, talvolta, coinvolgendo anche i figli minori che vengono uccisi prima o costretti ad unirsi nel suicidio. Impressionante anche il tasso di suicidi tra i giovani, nella fascia d'età tra i 6 e 20 anni, il suicidio è la prima causa di morte.

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