Giappone, principessa Mako rinuncia al titolo per amore

03 set 2017

La principessa e il borghese. Quando l’amore vince su tutto. Accade nelle favole, ma anche nel rigidissimo Giappone, dove la principessa Mako ha appena annunciato il fidanzamento con un semplice borghese. Lei, 25 anni, nipote primogenita dell’imperatore Akihito e figlia del principe Akishino, si è innamorata del coetaneo Komuro sui banchi dell’International Christian University di Tokio nel 2012. Lui, avvocato di uno studio legale della città, e lei, laureata in Beni culturali, da oggi saranno liberi di presentarsi per la prima volta insieme davanti al mondo. Di mezzo, comunque, c’è sempre l’etichetta di corte da rispettare. Nei prossimi mesi seguirà il rito del Nosai no gi, in pratica la cerimonia della promessa ufficiale di matrimonio prima del “sì” previsto nel 2018. Come da legge imperiale del 1947, la principessa Mako, sposando un borghese, dovrà lasciare la Casa Imperiale, come fece già nel 2005 la principessa Sayako, sua cugina, unica figlia femmina dell’imperatore Akihito. La stessa regola non vale, però, per i maschi della famiglia reale, che quando sposano una commoner possono restare a Palazzo. Così scende a diciotto il numero dei componenti della Casa Imperiale, riaprendo il problema della successione in linea femminile. Dalla fine del Diciannovesimo secolo, infatti, alle donne è proibita l’ascesa al trono del crisantemo. Da tradizione, il Governo pagherà un indennizzo alla principessa Mako, il cui importo è ancora da definire. Quando toccò a sua cugina Sayako, lo Stato versò circa 150 milioni di yen, l’equivalente di 1.800.000 euro.

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