Il volo di stato da Seul per Tokyo parte con una nutrita delegazione, politici, businessman, per lo storico incontro tra coreani e giapponesi, in testa il premier Yoon Suk Yeol e la consorte alla volta di Tokyo. Ci sono voluti 12 anni per vedere un leader sud coreano e uno giapponese nella stessa stanza ma il pressing geopolitico internazionale e le nuove emergenze economiche impongono alleanze, anche con i vecchi nemici. L'incontro tra Yoon Suk Yeol e Fumio Kishida, all'ombra delle alleanze militari con gli Stati Uniti e dopo la soluzione del vecchio contenzioso tra i due paesi, lo strappo consumato durante l'occupazione nipponica della Corea del Sud nella prima metà del 900 sui risarcimenti ai sudcoreani costretti a lavorare nelle fabbriche giapponesi, contenzioso chiuso nel 65 ma riaperto nel 2018, sanato con risarcimenti da fondi pubblici e privati. Ora Seul e Tokyo rafforzano gli accordi commerciali e il paese del Sol Levante cancellerà le restrizioni sulle esportazioni di apparecchiature per la produzione di microchip, mentre Seul ha confermato che ritirerà la denuncia all'Organizzazione Mondiale del Commercio contro i limiti dell'export giapponese, lo impone l'emergenza geopolitica. Preoccupati per lo sviluppo del programma nucleare e per la velleità bellica di Pyongyang Tokyo e Seul si accordano per serrare il fronte militare con gli Stati Uniti proprio dopo l'ennesimo lancio di un missile balistico intercontinentale che è caduto nelle acque a ovest del Giappone. Incombe su tutti e sulla penisola l'influenza militare ed economica della Cina.























