Governo Draghi, venerdì primo impegno internazionale

18 feb 2021

Certamente uno dei vantaggi di Mario Draghi, che grazie al suo passato di banchiere centrale italiano ed europeo ma non solo, sullo scenario internazionale è già ben conosciuto e anche apprezzato. Questo non toglie che il suo esordio sulla scena internazionale, atteso soprattutto per verificare la sua intesa con gli altri leader. Venerdì il primo appuntamento in video call richiesto da Boris Johnson, che presiede il G7 per la Gran Bretagna, appuntamento che vede il suo culmine a giugno in Cornovaglia, che vede l'esodo di Mario Draghi da Presidente del Consiglio sulla platea internazionale. All'ordine del giorno la lotta al coronavirus, la conversione verde dell'economia. Dal dicembre scorso, fino a giugno, invece, l'Italia esercita la Presidenza del G20, il confronto con Boris Johnson è necessario per coordinare le due presidenze parallele e le iniziative. In linea generale oltre alla lacerazione della Brexit e delle grane commerciali, i due leader non dovrebbero avere punti di attrito. Anche perché, come anticipato dallo stesso Draghi nel suo discorso in Parlamento, c'è una priorità e un nemico comune, il covid ed è naturale pensare che ci sia concordanza nel tentativo di coordinare uno sforzo internazionale contro la minaccia comune. Il nuovo Presidente italiano del Consiglio, però, non è l'unico esordiente sul palcoscenico internazionale. Il Presidente americano Joe Biden certo non è un neofita, da ex vicepresidente ha già una rete di contatti e di relazioni e anche una visione comune sul covid, conversione dell'economia in chiave ambientale su cui sembra ci sia un generale consenso. Una svolta rispetto a Trump, che ha già riscosso i consensi della comunità internazionale. A sottolineare la convergenza su questi temi anche il tweet dello stesso Biden nei confronti di Draghi, una sorta di endorsement di maggior peso rispetto al solito richiamo ai valori e dell'antica amicizia italoamericana, così come la lotta al covid e la necessità di un'accelerazione sul fronte delle vaccinazioni. Un po' più misteriosa la figura dell'altro esordiente, il nuovo premier giapponese Yoshihide Suga. Alla sua intervista ha assicurato il suo totale appoggio al Dossier green, dichiarando che l'arcipelago orientale punterà a zero emissioni entro il 2050.

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