Lo scontro è militare sul terreno ucraino e la guerra calda la fanno l'esercito russo contro l'esercito ucraino però lo scontro, l'abbiamo sentito dalle parole di Putin, dal punto di vista dei valori, dal punto di vista politico, strategico e dal punto di vista della potenza e della tecnologia militare è tra Russia e Occidente, tanto che il discorso di Putin ha dedicato uno spazio molto ma molto più grande agli attacchi nei confronti dell'Occidente e degli alleati dell'Ucraina che non agli attacchi nei confronti del governo ucraino, lo sappiamo, definito nazista e in quanto tale in qualche modo lasciato lì. I veri nemici per Putin sono i complici del regime nazista di Zelensky, complici occidentali e questo l'ha voluto sottolineare più volte, ha voluto dire come gli Stati Uniti sono la potenza che ha più basi militari in giro per il mondo e la potenza che, nascosta sotto l'ipocrisia della democrazia invece, attua una politica assolutamente autoritaria. Putin ha cercato di motivare i russi che lo ascoltavano che dopo un anno di guerra non vedono i risultati sul terreno che ci si aspettavano in poche settimane, motivandoli più nei confronti della rivalità contro l'Occidente che invece nel cercare di fomentare un astio che poco esiste nei confronti dell'Ucraina. Questo è il senso principale del discorso del presidente russo al quale alle 5:30 di oggi risponderà direttamente il capo, diciamo, di quel mondo occidentale contro cui si è rivolto Putin, cioè Joe Biden. Alle nostre spalle, vedete, c'è il palco dove il presidente degli Stati Uniti si rivolgerà ai polacchi che lo ascoltano qui dal castello di Varsavia e in generale a tutti gli altri. Un discorso che non a caso avviene qui a Varsavia che è considerata la nazione che più sta spingendo per gli aiuti militari e per il sostegno politico all'Ucraina e che più sta facendo sacrifici nell'accoglienza di milioni di profughi che scappano dal paese in guerra. Una Polonia che sappiamo fino a un anno fa era uno dei paesi più problematici dell'Unione Europea e che adesso è diventata militarmente e politicamente centrale.























