Lo ammette a denti stretti, ma alla fine deve dirlo: anche i servizi di intelligence russi hanno pagato un dazio di sangue nella guerra in Ucraina. Vladimir Putin, parlando in una riunione dell’FSB, l’erede del KGB, avvisa gli agenti operativi: bisogna incrementare la vigilanza contro le operazioni di sabotaggio, bisogna vigilare sulla feccia neonazista e xenofoba. Un’ammissione di difficoltà, per certi versi, proprio nel giorno in cui Mosca ha annunciato l’abbattimento di diversi droni ucraini intercettati nel territorio della Federazione. Uno addirittura nei pressi di Mosca. Sull’altro versante, il segretario della Nato, Jens Stoltenberg, nell’incontro con paesi del Nord Europa ha dichiarato che i rapporti con Mosca non si normalizzeranno in breve tempo e, soprattutto, ha annunciato che il futuro di Kiev è nell’Alleanza, anche se, ha aggiunto, si tratta di un obiettivo di "lungo periodo". Parole che soffiano sul fuoco bellico. Nel frattempo la Finlandia rafforza la difesa verso la Russia costruendo un muro sul confine condiviso. Intanto infuria la guerra sul campo, e ora sembra che sia l’Ucraina ad incontrare maggiori difficoltà. A Bakhmut, dove è in azione la Brigata Wagner, la situazione è molto complicata dato che i russi hanno distrutto qualunque ostacolo con cui ripararsi. La città sembra persa. Che la massiccia offensiva russa sia davvero iniziata o meno, è vero che l’Ucraina adesso è sulla difensiva. E Zelensky ha rilanciato l’appello per nuove armi.























