Dopo l’inizio della guerra in Ucraina la presenza di un milione di russi sul territorio nazionale di Estonia e Lettonia, sono circa un terzo della popolazione, ha fatto dubitare, soprattutto i politici delle capitali, della lealtà di questa parte della cittadinanza. Il legame con Mosca, che dichiara di volerli proteggere, rischia infatti di non essere solo linguistico. E la presenza dei russofoni è diventata sempre più problematica. Anche perché molti di loro hanno il passaporto da no citizen o il passaporto della Federazione russa e, dichiaratamente, non si sentono lettoni o estoni e parlano solo russo.























