I passaporti alieni sono forse una delle ultime eredità sovietiche che restano in Europa e che riguarda circa 230 mila ex cittadini sovietici in Estonia e Lettonia. Sono i passaporti viola dei non citizens della Lettonia, e quelli grigi dell’Estonia, dove si chiama cittadinanza non determinata. Chi ha questi passaporti invece di quello dell’unione europea non può votare, non è cittadino a pieno titolo del proprio paese, ma non è cittadino di nessun altro paese. E’ un caso giuridico pressoché unico, che dura da più di 30 anni ed è dovuto alle diverse ondate di russificazione dei secoli passati, ma in particolare in epoca sovietica, che hanno gonfiato la popolazione russa rispetto a quella locale. Così Estonia e Lettonia nel 1991 hanno concesso la cittadinanza automatica solo a chi poteva dimostrare di avere antenati che vivevano nei due paesi prima del 1940. A tutti gli altri veniva dato il passaporto grigio o viola e se volevano la cittadinanza dovevano fare un esame per dimostrare di conoscere la lingua e la storia nazionale. Ma molti russofoni non parlano altra lingua e sono rimasti no citizens. E questa eredità divide ancora le comunità russe da quelle estoni o lettoni.























