Hamas rivendica attacco a Gerusalemme: un morto e tre feriti

Aveva 26 anni e lavorava al Muro del pianto l'israeliano ucciso a Gerusalemme nell'attentato rivendicata da Hamas. È morto in ospedale per i colpi di arma da fuoco che lo hanno raggiunto. A sparare Fadi Abu Shkahydem, 42enne del campo profughi di Shu'fat, a Gerusalemme est, che ha ferito almeno altre tre persone prima di essere colpito a morte dalla polizia. L'attacco è avvenuto nei pressi del mercato arabo che costeggia il Muro del Pianto, luogo Sacro che torna così a macchiarsi di sangue con la tensione in israele e Cisgiordania e Gaza che rischia di arrivare a nuovi livelli di allarme, Mentre Hamas inneggia all'assalto parlando di gesto eroico. La nostra Città Santa, afferma un suo portavoce, continuerà la lotta fino all'espulsione dell'occupante. Ed analogo sostegno all'attacco è arrivato anche dalla Jihad islamica che sostiene come alle radici dell'attentato, il secondo in due giorni, ci siano il moltiplicarsi di quelli che definisce episodi di terrorismo da parte dei coloni e dei soldati israeliani. Intanto il Premier Naftali Bennett chiude la Spianata delle Moschee e le aree più sensibili della città vecchia elevando lo stato di allarme, per evitare ulteriori attacchi, con il Ministro della sicurezza interna Omer Bar-Lev che identifica l'attentatore proprio come un seguace di Hamas attivo in un movimento di sostegno alla Moschea al-Aqsa. L'uomo si era travestito da ebreo ortodosso per accedere nell'area ed accanto al suo corpo è stato ritrovato un fucile automatico ed un coltello. A livello internazionale si inasprisce intanto la condanna contro Hamas con Londra pronta ad inserire il movimento islamico nella lista delle organizzazioni terroristiche in linea con Stati Uniti ed Unione Europea.

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