Harvey: oggi Trump a Houston, domani giornata di preghiera

02 set 2017

Al disastro si aggiunge il disastro, alla furia dell’acqua quella del fuoco. L’uragano Harvey, dopo aver seminato morte e devastazione tra Texas e Lousiana, da due giorni sta provocando una catastrofe ambientale. Un nuovo incendio è scoppiato ieri in un impianto chimico di Crosby, alle porte di Houston, in Texas, dove le inondazioni hanno ingolfato i generatori compromettendo gli impianti di raffreddamento. La città nei giorni scorsi è stata sommersa da due metri di acqua. Da due giorni l’impianto della società Arkema brucia. Una densa colonna di fumo nero e fiamme altissime si sono levate dalla struttura e si prevedono altre esplosioni. Gli operai già martedì avevano abbandonato la fabbrica e mercoledì era stata decisa l’evacuazione di tutta la popolazione nel raggio di due chilometri. I responsabili dell’impianto avevano ammesso: “Le unità di refrigerazione sono state compromesse a causa delle forti inondazioni e pertanto ci aspettiamo che questi container prendano fuoco”. Le autorità hanno deciso di lasciar bruciare tutti i container piuttosto che rischiare la vita dei vigili del fuoco. Quindici di loro, infatti, sono stati già ricoverati dopo aver respirato le esalazioni provocate dall’esplosione. Nella regione sono molti gli impianti chimici e petroliferi che destano preoccupazione. Le inondazioni provocate da Harvey, le maggiori nella storia degli Stati Uniti, hanno causato finora almeno 50 vittime e l’evacuazione di oltre 43.000 persone. I danni complessivi potrebbero superare i 100 miliardi di dollari. Oggi Trump, accompagnato dalla moglie Melania, è per la seconda volta in Texas, prima tappa a Houston città che oggi appare spettrale. Per il momento il Presidente ha chiesto al Congresso l’approvazione di 7,8 miliardi di dollari come fondo iniziale per aiutare la ripresa. Per domani ha proclamato, inoltre, la giornata nazionale di preghiera per le vittime dell’uragano.

pubblicità
pubblicità