Il Giappone riparte, contagi azzerati e stimolo per economia

26 nov 2021

La metamorfosi è stata improvvisa. Nel giro di poche settimane, il Giappone si è rimesso in moto. Locali e mezzi pubblici di nuovo strapieni, i cantieri che aprono o riaprono e che lavorano 24 ore su 24, località turistiche di nuovo affollate sia pure solo con turisti locali, visto che le frontiere restano per ora appena socchiuse. Da un lato i numeri della pandemia, con contagi e decessi pressoché azzerati, dall'altro il pacchetto di circa 500 miliardi di euro, più altri 200 promessi entro fine anno, approvato dal Governo di Fumio Kishida, sembrano siano finalmente riusciti a far ripartire un Paese di fatto fermo, da ben prima l'esplosione della pandemia. Molti sostengono però, che 500 miliardi non sono comunque sufficienti, equivalgono più o meno a quelli che il Presidente USA Biden, ha stanziato per l'ambiente e che verranno immediatamente assorbiti sempre dal cosiddetto ... il mondo degli appalti pubblici e privati. Ma il Governo questa volta, ha previsto interventi specifici anche per la transizione ecologica, la digitalizzazione, il Giappone in questo settore è tra i più arretrati del mondo industrializzato e di welfare. Forti polemiche ha provocato la decisione di distribuire circa 1.000 euro per ogni figlio minore, fissando un tetto di reddito molto alto, circa 80 mila euro per genitore, in pratica circa il 90% delle famiglie giapponesi riceverà quindi questo bonus, che in passato dicono le statistiche, è finito per la maggior parte in risparmi anziché per stimolare i consumi. Non solo, il nuovo pacchetto che sarà finanziato dall'ennesima emissione di obbligazioni di Stato, porterà il debito pubblico giapponese, già il più alto dei Paesi del G7, a superare il 300% del PIL. Ma, assicurano gli economisti, è un debito che il Giappone può permettersi, tanto più che quasi l'80% è detenuto dalla Banca del Giappone e altri investitori istituzionali locali.

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