Il grido dei giovani europei: "Salviamo la Terra"

21 set 2019

Sono le voci, gli slogan, la grinta di milioni di studenti in marcia in tutto il pianeta per la week for future. Sette giorni tra due venerdì: ieri e il 27 settembre, quando è atteso il terzo sciopero mondiale. Ma soprattutto una mobilitazione che unisce tutti i continenti. In Europa la lingua parlata è la stessa: agire prima che sia troppo tardi per salvare il pianeta. Un movimento partito dagli studenti, che raggiunto cittadini di tutte le età. In Germania sono scese in piazza in totale quasi un milione e mezzo di persone, con grandi eventi a Berlino, dove è stato annunciato dal Governo Merkel, il cosiddetto pacchetto clima, che stanzia 54 miliardi di euro entro il 2023. 200 invece le manifestazioni in tutto il Regno Unito, con cento mila persone fra le strade di Londra. Una protesta appoggiata dallo stesso Sindaco Sadiq Khan e dal leader dell'opposizione Jeremy Corbyn, che invoca una svolta green dei labur. A Bruxelles il corteo ha raggiunto le istituzioni europee, che si dimostra sempre più sensibili alla tematica. L'Unione punta infatti a ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990. A Roma invece gli attivisti hanno annunciato un sit-in di protesta davanti al Campidoglio, affinché la capitale aderisca alla dichiarazione di emergenza climatica, che ha redatto lo stesso movimento. Manifestazioni anche a Parigi, dove sono in 10 mila a esser scesi in piazza, ricevendo il sostegno della Sindaca Anne Hidalgo. Folle anche nella piazza centrale di Praga, a Varsavia fino ad Helsinki. Insomma lo stato d'animo di una generazione che sente di non aver più tempo perché, come si legge lin qualche cartello, non c'è un pianeta B.

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