Nel pieno della crisi a Gaza, dove secondo le autorità sanitarie sono oltre 50mila i morti, la Cisgiordania torna a essere il fronte silenzioso, ma cruciale della strategia israeliana. Nell'area di Maze Fariata vicino a Hebron, un gruppo di coloni israeliani ha attaccato alcune residenze private in un villaggio, tra cui quella del regista premio Oscar 2025 per il documentario No Other Land, Hamdan Ballal. A dare la notizia sono testimoni oculari e di co registi del film, che fanno sapere che Ballal sarebbe rimasto ferito e successivamente fermato dall'esercito. Le testimonianze di attivisti ebrei americani, testimoni dell'attacco e il tweet di Yuval Abraham, co regista, sceneggiatore e montatore israeliano del documentario premio Oscar, vengono rilanciate dai media internazionali. Intanto nella Striscia di Gaza, si registrano decine di morti a seguito di bombardamenti israeliani, tra cui due giornalisti. Uno di loro, Ossam Shabbat, lavorava per l'emittente televisiva Al Jazeera, l'esercito in passato aveva classificato Shabbat come membro di Hamas, circa un mese fa, ma la Commissione per la protezione dei giornalisti ha bollato le accuse come infondate e ricorda che oltre 200 giornalisti sono stati uccisi a Gaza dall'inizio del conflitto. Colpito anche l'edificio della Croce Rossa Internazionale, mentre le Nazioni Unite annunciano un ridimensionamento dei servizi umanitari alla popolazione, perché dicono, è impossibile garantire la sicurezza dello staff sul campo. L'Egitto ha presentato una nuova proposta di cessate il fuoco, ma le speranze di una soluzione diplomatica sono ancora lontane. Hamas pubblica un video di due ostaggi israeliani, Elkana Bohbot e Josef-Hain Ohana mentre da Gaza partono due attacchi con razzi verso Israele; intercettati. Così come un altro missile balistico lanciato dal gruppo sciita yemenita Houthi che ha fatto suonare le sirene su Gerusalemme. .