Il ritorno di Lula nel Brasile piegato dal Covid

11 mar 2021

Il Presidente-operaio, il Presidente sindacalista, il Presidente che voleva sconfiggere la fame e poi ancora il Presidente carcerato e ora forse di nuovo il futuro Presidente. La parabola politica di Lula da Silva in Brasile, riecheggia una sceneggiatura tanto densa di successi, cadute e colpi di scena. L'ultimo pochi giorni fa, quando un giudice della Corte Suprema brasiliana ha annullato per un vizio procedurale le condanne a suo carico che lo avevano portato a scontare 580 giorni di prigione, soprattutto a non poter competere nelle elezioni del 2018, poi vinte da Jair Bolsonaro. Che appena eletto Presidente nominò come superministro della giustizia Sergio Moro, il giudice dell'inchiesta anticorruzione Car Wash sulla compagnia petrolifera statale Petrobras, che portò all'impeachment nel 2016 dell'allora Presidente, delfina di Lula, Dilma Youssef, ma anche il giudice che condannò Lula sulla base di una presunta tangente sotto forma di un appartamento che l'ex Presidente avrebbe ricevuto proprio da Petrobras. Moro nel 2020 ha rotto con Bolsonaro, mentre sono iniziati a venir fuori indizi e prove sempre più consistenti sulla sua parzialità politica nel processo contro Lula e contro i vertici del partito dei lavoratori. Tanto che, come si è scoperto recentemente anche da alcuni SMS venuti alla luce, tramava da organo giudicante direttamente con i pm della pubblica accusa. Lula non a caso ha parlato di caccia alle streghe contro di lui, prima di attaccare frontalmente Bolsonar, anzitutto per la gestione della pandemia che ha definito imbecille, invitando i brasiliani a non seguire le decisioni del loro Presidente che, continuando a minimizzare il coronavirus, ha portato il Brasile ad essere il Paese con più morti dopo gli Stati Uniti. Nel pieno, attualmente, di una nuova ondata che sta portando il sistema sanitario al collasso. Discorsi, quelli di Lula, che sembrano già un assaggio della campagna elettorale per le elezioni 2022, anche se l'ex Presidente si mostra ancora cauto rispetto ad una sua possibile candidatura. Al momento, ha spiegato, dopo essersi vaccinato vuole riprendere a girare il Paese, ad incontrare brasiliani, perché comunque non è stanco di combattere. Una battaglia, la sua, che ha avuto sostenitori importanti, non da ultimo Papa Francesco che Lula in questi giorni ha voluto ringraziare per il continuo appoggio.

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