Impeachment, Trump canta vittoria: "E' stata una vergogna"

07 feb 2020

E' un Donald Trump trionfante quello che verso mezzogiorno si presenta di fronte alle telecamere e all'establishment repubblicano alla Casa Bianca per quella che lui stesso definirà non una conferenza stampa, non una dichiarazione, ma una celebrazione, la celebrazione di una vittoria che - il Presidente spiega - chiude una battaglia iniziata molto tempo fa da quando è sceso dalle scale mobili della Trump Tower a New York, annunciando di volersi candidare. “E' da quel momento che mi hanno preso di mira, facendo vivere l'inferno a me e alla mia famiglia” dice Trump, scagliandosi contro i democratici, prima con il Russiagate e poi con questa falsa dell'impeachment. “Ne abbiamo passate tante, ormai sono 3 anni. E' stato maligno, corrotto. Si è trattato di persone bugiarde e disoneste. Non sarebbe mai dovuto succedere a nessun altro Presidente. Non so se un altro Presidente avrebbe potuto sopportare tutto questo. Molti dicono di no, ma posso dirvi che bisogna focalizzarsi perché non importa chi ci sia con voi. Tutto può sparire all'improvviso. E' stata una disgrazia e, se non avessi licenziato James Comey, che è stato un disastro, diciamolo, probabilmente non sarei neanche qui adesso. L'abbiamo colto in flagrante. Si tratta di poliziotti corrotti, persone cattive. Se fosse successo ad Obama, molte persone sarebbero state già in galera da molto tempo, da molti anni.” Non risparmia commenti al vetriolo il Presidente, né verso i democratici né verso l'unico fra i repubblicani che ha rotto le fila, votando a favore della sua rimozione dalla Casa Bianca al termine del processo al Senato, Mitt Romney. “E' un perdente invidioso perché io sono riuscita a diventare Presidente e lui no” ha attaccato Trump, facendo riferimento alla sconfitta del senatore dello Utah nelle presidenziali del 2012 contro Barack Obama. Ma, d'altronde, i toni durante questo suo lungo intervento sono tutti sopra le righe. “Russia, Russia, Russia. It was all bullshit.” Un Presidente sollevato, ma che non nasconde, quindi, la sua rabbia per quella che torna a definire una caccia alle streghe che - dice Trump - “Dobbiamo impedire possa accadere di nuovo perché, come lo hanno fatto a me, possono farlo a qualsiasi Presidente.” Non secondo la sua avversaria principale quando si parla di impeachment, la speaker della Camera Nancy Pelosi, che ha ricordato che, in realtà, Trump è solo il terzo Presidente nella storia dell'America a essere stato messo in stato d'accusa da una delle due Camere e, indipendentemente dalla sua assoluzione, questa macchia resterà per sempre sul suo primo mandato.

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