Impeachment Trump, dem presentano capi d'accusa

11 dic 2019

Il dado è tratto. Le accuse del Congresso contro il Presidente Trump sono ora nero su bianco: abuso di potere e ostruzione ai lavori della Camera. Questi gli articoli di impeachment su cui entro la fine della prossima settimana, dopo il voto in Commissione giustizia, si esprimerà la Camera dei rappresentanti, a maggioranza democratica. A denunciarli il Presidente della Commissione giustizia, Jerrold Nadler, che ha spiegato che le prove contro il Presidente sono schiaccianti e dimostrano che lui si è servito della sua posizione per condizionare l'Ucraina e avere un vantaggio nelle elezioni del 2020, grazie alla possibile apertura da parte di Kiev e di un'indagine sul figlio del suo principale avversario in campo Dem, l'ex vicepresidente Joe Biden. Si è preferito, dunque, restare nel quadro dell'Ucraina Gate, senza portare avanti le altre potenziali accuse legate invece a Russiagate, anche per limitare al massimo le esitazioni di alcuni deputati, anche fra i democratici, più scettici sull'opportunità dell'impeachment, che comunque dovrebbe passare senza intoppi alla Camera per poi approdare al Senato a gennaio, dove, vista la maggioranza repubblicana, si aprirà tutta un'altra battaglia. Una battaglia che nella storia americana ha avuto due soli precedenti: nel 1868, con il presidente Andrew Johnson, e nel 1998, con Bill Clinton. Nixon, infatti, si dimise prima del voto della Camera. Ecco perché a chi li ha accusati di avere agito solo per ragioni politiche, motivati dal mero odio nei confronti di Trump, invece che da serie ragioni istituzionali, i democratici hanno risposto così: Per il Presidente Trump si tratta dell'ennesima caccia alle streghe e ha bollato come foglie ridicole le accuse dei democratici, i democratici che, secondo la Casa Bianca, vogliono procedere con la messa in stato d'accusa del Presidente per ribaltare quello che è stato il volere della maggioranza degli americani e perché, altrimenti, non riuscirebbero a batterlo nelle urne.

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