In Corea oltre 150mila test gratuiti

09 mar 2020

Mentre il Giappone chiude le frontiere a coreani e cinesi e si appresta ad approvare un'ampia delega al Governo per una dichiarazione di stato d'emergenza che l'opposizione ha già definito inutile, tardiva e pericolosa, in Corea, come già da qualche tempo in Cina, i contagi sembrano diminuire, al punto che è oramai l'Italia a rappresentare il focolaio più grave dopo la Cina, con oltre 7300 contagi e 366 morti. Ma quello che maggiormente colpisce nel drammatico confronto tra Italia e Corea è il numero di decessi. A numero di contagi pressoché identico, in Italia i decessi sono finora 366, mentre in Corea appena 51, dati aggiornati a stamattina. Secondo alcuni esperti, questo dato va preso tuttavia con cautela. Bisogna infatti distinguere tra mortalità generica e letalità del virus. In pratica i due Paesi calcolerebbero in modo diverso i decessi, l'Italia sul numero dei contagiati, la Corea e altri Paesi sulla popolazione totale. Resta il fatto che la Corea sembra essere il Paese dove le autorità sembrano aver preso meglio le misure al virus, oltre all'enorme numero di tamponi, oltre 150 mila, la maggior parte gratuiti e a chiunque lo richieda, e alla disciplina e senso di responsabilità con cui la popolazione segue le indicazioni del Governo, sembra che anche il numero di posti in istituti specializzati sia maggiore che in Italia con attrezzature abbondanti, il che giustificherebbe, oltre allo scarso numero di decessi, anche l'alto numero di guarigioni. Da segnalare che da oggi l'Alitalia non vola più su Seoul. Una decisione che era, in realtà, già stata presa da tempo per motivi operativi, ma che ora rende ancora più difficile il raggiungimento della Corea dall'Europa. Solo Air France, Lufthansa e Klm mantengono, infatti, ancora i voli diretti.

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