In Kosovo con missione KFor, impegnata anche per profughi afghani

17 set 2021

Non raggiungono i due milioni di abitanti, hanno un modesto reddito pro capite ma sono pronti a prendersi in carico 2 mila profughi afghani in fuga dai talebani. La solidarietà internazionale passa infatti per il Kosovo, terra martoriata che conosce sulla sua pelle conflitti e persecuzioni. Qui in Kosovo sono transitate migliaia di persone evacuate da Kabul con voli militari americani e NATO. La Presidente kosovara Vjosa Osmani l'ha detto chiaramente: "sappiamo bene cosa significhi essere in fuga". E l'accoglienza deriva dunque da quanto si è vissuto e si continua a vivere nel Paese, dove la pacificazione passa ancora attraverso la missione NATO KFOR guidata dall'Italia dal 2013. Ed un volo di ricognizione diventa l'occasione per fare un punto sulla missione in prima linea anche per il soccorso degli afghani. "Approfittando di un volo di ricognizione che conduciamo regolarmente oggi riviviamo idealmente l'avvio della più longeva delle operazioni in corso dell'Alleanza Atlantica, della NATO, mi riferisco alla Kosovo Force, più nota con l'acronimo di KFOR. Il 12 giugno del '99 circa 6.500 militari italiani muovono dalla Nord-Macedonia verso la città di Peja, di Pec, nel Nord-Ovest della regione. Un territorio pericoloso per le numerosissime mine e per la potenziale ostilità di coloro che ancora non riconoscono l'accordo di pace. Più di 600 militari italiani appartenenti alle diverse Forze Armate operano quotidianamente in Kosovo per garantire la sicurezza delle diverse comunità".

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