Incendi Amazzonia, crisi internazionale se ne parlerà al G7

23 ago 2019

Da Ronaldo al Presidente francese Macron, al Segretario delle Nazioni Unite Guterres, all'Unione europea, il mondo intero è sconvolto per la situazione in Amazzonia e altrimenti non potrebbe essere. La foresta brucia e sta perdendo l'equivalente di oltre tre campi da calcio al minuto. A fare la stima è il WWF, che avverte: "Siamo vicini al punto di non ritorno". Le immagini satellitari non lasciano molto all'immaginazione. Questi scatti sono stati fatti il 20 e il 21 Agosto dal satellite Sentinel 3 del programma europeo Copernicus dell'Agenzia Spaziale Europea e quello della NASA Suomi NPP. Le fiamme sono talmente estese che coprono diversi Stati del Brasile, tra cui quello di Amazonas, Mato Grosso e Rondônia. Da Gennaio ad Agosto di quest'anno i roghi sono aumentati dell'83% rispetto allo stesso periodo del 2018, denuncia l'INPE, l'Istituto Nazionale di Ricerche Spaziali del Brasile. Sotto accusa sono le politiche del Presidente sovranista Jair Bolsonaro, ma lui pur ammettendo che i fazendeiros, i proprietari agricoli, potrebbero essere responsabili dell'ondata di incendi forestali, continua a sostenere senza prove, per sua stessa ammissione, che i sospetti principali portano alle ONG ambientaliste, che agirebbero per vendetta dopo aver perso i fondi pubblici. Affermazioni bollate come completamente irresponsabili dal Presidente dell'Istituto brasiliano di Protezione Ambientale. Intanto l'Amazzonia brucia, il suo fumo offusca il cielo di San Paolo. L'hashtag "PrayforAmazonas" è il più diffuso su Twitter e la devastazione del polmone del mondo - l'Amazonia produce il 20% dell'ossigeno che respiriamo - sarà al primo punto del G7 che si svolgerà sabato e domenica a Biarritz, in Francia. Le premesse non sono idilliache. Su Twitter il Presidente francese e quello brasiliano hanno avuto un botta e risposta non molto diplomatico, con il primo che ha parlato di crisi internazionale e il secondo che lo ha accusato di cedere al sensazionalismo per interessi politici e personali, dimostrando, inoltre, una mentalità colonialista.

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