Incendio campo Moria, lacrimogeni contro protesta migranti

13 set 2020

Il corteo è terminato da un paio di ore, quando i poliziotti portano via alcune persone tra le proteste dei migranti che da martedì dormono per strada. La strada che collega la capitale di Lesbo a quello che resta del campo di Moria. Un gruppo di loro insegue le forze dell'ordine, i parenti protestano, i poliziotti rispondono con il lancio di diversi lacrimogeni. Urla, paura e lacrime. Una ragazza e una donna restano per terra, le ambulanze arrivano poco dopo, i più grandi cercano di mettere al riparo i più piccoli, ma il timore che possano scoppiare disordini è molto alto. Mai più Moria, libertà e aiuto, chiedono i migranti durante la protesta, come avviene ogni mattina da quando sono stati appiccati roghi che hanno distrutto il campo di Moria, dove vivevano quasi 13mila persone in condizioni igieniche inesistenti. Persone che ora sono rimaste per strada. Il Governo greco starebbe pensando a come sistemare le famiglie facendo loro prima il tampone. 35 i positivi al Covid individuati fino a martedì. Associazioni e volontari portano medicine e beni di prima necessità, sono diverse le persone che hanno bisogno di assistenza medica e che nelle condizioni attuali hanno difficoltà a reperire medicinali. Momenti di tensione che si alternano a momenti di calma, resta la richiesta di cibo e acqua, approvigionamenti che arrivano ma che bastano a soddisfare una minima percentuale delle quasi 13mila persone rimaste per strada.

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