India, cortei contro legge cittadinanza

16 dic 2019

Da nord a sud, da est ad ovest, l’India scende in piazza e protesta con manifestazioni che stanno interessando diverse regioni del Paese, cortei che sono andati avanti per tutta la notte. A scendere in piazza sono studenti, lavoratori, famiglie e cittadini. Motivo della protesta la legge sulla cittadinanza, approvata nei giorni scorsi dal Parlamento, provvedimento fortemente voluto dal premier indiano Narendra Modi che agevola l'ottenimento della cittadinanza per un gran numero di immigrati provenienti da diversi paesi, Bangladesh, Pakistan e Afghanistan in particolare, purché non musulmani. Una legge che discrimina per l'opposizione. “È un provvedimento che rappresenta una rottura con il principio di laicità dello Stato indiano sancito dalla Costituzione”, ripetono da giorni i manifestanti. La protesta ha toccato anche le università a Delhi, dove gli studenti sono scesi in strada nel cuore della notte contro l'irruzione della polizia in due campus universitari. Ragazze e ragazzi sono stati picchiati con i manganelli. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni, distrutto la biblioteca e la moschea in cui era in corso una preghiera. Sono stati arrestati 35 studenti, raccontano i testimoni. Le proteste più forti si sono registrate nelle regioni di confine. Il timore è un'invasione dai paesi vicini, ma ad alzare la voce sono anche i musulmani, che si considerano fortemente discriminati dal provvedimento. E si contano anche diversi morti, almeno sei, oltre a centinaia di feriti. “Un’inquietante analogia con le leggi naziste varate negli anni ‘30 contro gli ebrei in Germania”, ha commentato Derek O’Brien, deputato dell'opposizione. Il premier indiano intanto difende la legge e chiede che torni la calma nel Paese.

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