Ipotesi Polexit, Premier polacco: no a ricatti dall'UE

20 ott 2021

Lo scontro è durissimo almeno a parole. Il motivo della diatriba è chiaro. La Polonia concepisce l'Unione Europea come comunità economica e di difesa comune. Bruxelles la vede anche come unione di valori e di democrazie che difendono gli stessi principi dello stato di diritto. Quindi per Bruxelles gli ordinamenti giuridici e le regole del potere giudiziario degli Stati membri devono essere compatibili a quelle europee. Per il governo polacco invece ognuno può trattare la magistratura e fare le leggi che vuole visto che ogni Stato è sovrano e l'Europa non deve mettere becco. Lo scontro che va avanti da mesi si è concretizzato ieri al Parlamento Europeo di Strasburgo. La presidente della Commissione Ue Von Der Leyen ha minacciato di non dare alla Polonia i soldi del Recovery Plan se non si adegua alle regole comuni dello stato di diritto. Il premier polacco Morawiecki ha risposto che non accetta ricatti, che non vuole un'Unione che agisca da super stato ma ha riaffermato di voler rimanere nell'UE perché quello è il posto della Polonia. Entrambi hanno utilizzato riferimenti storici per essere più convincenti. La presidente della Commissione ha ricordato come 40 anni fa la Polonia fosse sotto il giogo comunista ed ora è libera e democratica e deve conservare questi valori. Il capo del governo polacco ha rivendicato la guerra antinazista dei polacchi in aiuto dell'Europa e la lotta anticomunista di Solidarnosc. L'impressione però è che sul passato non ci siano grandi motivi di disaccordo. Il problema riguarda il presente, specialmente il futuro e la natura dell'Europa del ventunesimo secolo.

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