Ipotesi taglio tassi Bce, Trump attacca Draghi: colpisce Usa

19 giu 2019

Il suo mandato è in scadenza, ma Mario Draghi è intenzionata a tracciare un solco che anche il suo successore dovrà seguire, un solco in linea con la politica monetaria accomodante degli ultimi anni, che ha salvato l'Eurozona nei momenti più bui della crisi, e che adesso deve diventare strumento per rafforzare la crescita e allentare gli spettri di nuovi rallentamenti. Da qui l'annuncio arrivato ieri da Sintra, in Portogallo, dove, intervenendo al Forum dei banchieri centrali, il numero uno della BCE ha rispolverato le armi a disposizione, ricordando che esista ancora uno spazio considerevole per il quantitative easing e non escludendo un nuovo taglio dei tassi che potrebbe andare a colpire non tanto il costo del denaro, che è a zero dal 2016, quanto il tasso dei depositi bancari presso la Banca centrale, attualmente già negativo, almeno 0,4 %, cosi da convincere il settore bancario a non parcheggiare la propria liquidità e ad usarla invece per dare ossigeno e prestiti all'economia reale. Prospettive che hanno fatto brindare le Borse europee, e che hanno anche avuto un effetto al ribasso sullo spread, il differenziale fra rendimento dei nostri titoli e il Bund tedesco, prospettive che non sono piaciute però a Donald Trump, che, non pago dei continui attacchi al Governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, che sta pensando di depotenziare, se l'è presa anche con Mario Draghi, accusandolo di utilizzare lo stimolo monetario per far deprezzare l'euro sul dollaro, e svantaggiare così in modo scorretto l'export americano. Immediata la replica del Presidente dell'istituto di Francoforte, che ha ricordato come la BCE non agisca per influenzare i cambi, ma per rispettare gli obiettivi di politica monetaria, a partire dall'inflazione, che continua a rimanere al di sotto del livello medio auspicato del 2%. Colpa, ha spiegato Draghi, anche delle minacce protezionistiche che stanno contribuendo ad alimentare il clima di incertezza nell'Eurozona, nella consapevolezza, inoltre, che la BCE da sola non basti e che i governi debbano attuare politiche che vadano ad accompagnare, e non a smorzare, gli effetti degli stimoli monetari. Certo, non è un caso che l'annuncio di Draghi sia arrivato mentre era in corso il board della Fed, che nelle prossime ore potrebbe anche annunciare un taglio dei tassi imminente, forse già dal mese di luglio, preoccupata non tanto dalle richieste della Casa Bianca, quanto da alcuni segnali che fanno temere una battuta d'arresto anche della crescita americana, soprattutto se il vertice a fine giugno, a margine del G20 di Osaka, tra Trump e il Presidente cinese Xi Jinping non porterà ad una tregua nella guerra dei dazi.

pubblicità

Se clicchi OK acconsenti all'uso da parte di Sky dei cookie tecnici, analitici, di profilazione di prima e terza parte, che sono usati per capire i contenuti che ti interessano e inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più sui cookie e decidere se acconsentire oppure no a tutti o ad alcuni cookie, leggi qui la nostra Cookie Policy. Per leggere l'Informativa Privacy clicca qui.