Iran accusa Israele per uccisione scienziato nucleare

28 nov 2020

Un'esplosione per bloccare la fuga e subito dopo un conflitto a fuoco con le sue guardie del corpo, è stato ucciso in un agguato in pieno giorno, alla periferia di Teheran, Mohsen Fakhrizadeh definito da molti il padre della bomba iraniana. Il New York Times lo paragonò a J. Robert Oppenheimer, il fisico che produsse le prime bombe atomiche statunitensi, freddato ad Absard, polmone verde a nord-est di Teheran, dove molti ricchi hanno le loro case. Nelle immagini diffuse dai media locali la sua auto appare abbandonata sul ciglio della strada, crivellata di colpi. La reazione di Teheran è stata dura, vendetta terribile per l'omicidio del capo del progetto nucleare iraniano, un gesto definito terrorismo di Stato. Sul sito internet del Presidente Rohani ha accusato Israele di agire come un mercenario degli Stati Uniti, di voler creare il caos, ma ha aggiunto Teheran non cadrà nella trappola, puniremo chi l'ha ucciso ha aggiunto poi la guida Suprema iraniana Ali Khamenei. Anche secondo fonti interne degli apparati statunitensi citate dal New York Times dietro l'assassinio dello scienziato iraniano ci sarebbe Israele. Condannando l'accaduto l'ex capo della Cia, John Brennan, su Twitter parla di atto criminale altamente incosciente che rischia di provocare una rappresaglia mortale. Da tempo Fakhrizadeh era al centro di sospetti per il suo ruolo di responsabile del programma o che secondo i servizi di intelligence di Stati Uniti e Israele sarebbe stato legata a studi segreti dell'Iran per sviluppare ordigni nucleari. Sospetto privo di fondamenti, secondo l'agenzia internazionale per l'energia atomica e ora la prima ripercussione a quanto accaduto è stato il blocco da parte della Repubblica islamica proprio delle ispezioni dei suoi siti da parte dell'IAEA.

pubblicità