Iran, cade divieto stadi per le donne

19 set 2019

La speranza è che quello di domenica prossima, possa essere l'ultimo derby di Teheran al quale le donne iraniane non potranno partecipare. Nelle ore in cui fa il giro del mondo la notizia che cade nei loro confronti il divieto di entrare negli stadi, anche se per il momento solo in occasione degli incontri internazionali, il pensiero vola a Seher Khodayari che questo fine settimana non tiferà all’Esteghlal di Stramaccioni contro il Persepolis, perché morta pochi giorni fa a 29 anni dopo essersi data fuoco. La ragazza blu, così ribattezzata dai colori della sua squadra, aveva compiuto questo gesto estremo davanti al tribunale della capitale, dopo aver appreso che rischiava una condanna a sei mesi per oltraggio al pudore, per aver cercato di entrare allo stadio il marzo scorso, travestita da uomo. È dai tempi della rivoluzione di 40 anni fa che alle donne iraniane è vietato entrare negli stadi. In occasione dell'ultimo derby della capitale, durante lo scorso campionato, 35 donne erano state arrestate per aver tentato di assistere dal vivo alla partita. Aveva invece ha potuto seguire il match dalle tribune, il Presidente della Fifa, Gianni Infantino. Proprio la Federazione calcistica ha deciso che era tempo di un moderato pressing sul Governo del presidente Hassan Rohani e ora sembra essere davvero arrivato il momento della svolta. L'eliminazione del divieto, in passato rimosso solo occasionalmente, è attesa a partire dalla partita del prossimo 10 ottobre della nazionale maschile. Allo stadio di Teheran, Azadi, libertà in persiano, si giocherà la partita contro la Cambogia per la qualificazione al mondiale del 2022 in Qatar. Nell’impianto sono stati approntati ingressi, spazi e bagni separati per uomini e donne. Un dispiegamento rafforzato di polizia è previsto per garantire che non vi siano incidenti. Ogni lungo viaggio origina da un primo passo o da un calcio d'inizio.

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