Liberata e di nuovo arrestata. È durata solo poche ore la libertà di Sepideh Qoliyan, attivista iraniana rilasciata dal carcere di Evin ieri, dopo oltre quattro anni di reclusione. Ha avuto solo il tempo di rivedere la luce del sole, gridare al mondo e su Twitter la gioia per essere uscita di prigione, seppur temporaneamente, in attesa che la Corte d'Appello si esprimesse sul suo caso. Un tempo breve ma sufficiente per lanciare una nuova provocazione alla guida suprema Ali Khamenei. Indomita nella sua battaglia per la libertà, si è mostrata così, con i fiori tra i capelli lunghi e senza il velo, ancora obbligatorio per le donne in Iran. Ad annunciare il suo fermo il canale televisivo, in lingua persiana con sede all'estero, Iran International. Secondo l'emittente, al momento dell'arresto, l'attivista si trovava su un veicolo. Sarebbe stata fermata da un convoglio di dieci auto delle forze di sicurezza. Gli agenti, in borghese, avrebbero arrestato anche due passanti che filmavano la scena. Intanto nel paese, a sei mesi dalla morte di Mahsa Amini, non si fermano le proteste. Nella notte tra martedì e mercoledì almeno 11 persone sono morte e oltre 3500 sono rimaste ferite in varie città dell'Iran, durante la tradizionale Festa del Fuoco. Gli attivisti avevano convocato tre giorni di proteste per seguire le dimostrazioni antigovernative iniziate a settembre, ancora una volta, ribadendo quel mantra della mobilitazione nazionale "Donna, vita, libertà".























