Iran, ritardo verità su boeing per sicurezza nazionale

15 gen 2020

176 i passeggeri del Boeing 737, volo civile ucraino abbattuto dall'Iran all' 8 gennaio. Sono dunque vittime collaterali in un contesto di guerra. Questa la difesa del generale della Guardia rivoluzionaria nelle stesse ore in cui viene diffuso un secondo video documento che attesta l'abbattimento con due missili, due a distanza di 30 secondi. Il video è stato registrato da una telecamera posta in magazzino del villaggio di Bidkaneh nel distretto centrale di Malard, a sei chilometri dalla base militare iraniana di Teheran, da cui sono partiti i missili che hanno colpito il volo. Il presidente iraniano Rouhani promette di punire i colpevoli. La nascita di un tribunale speciale che lavora all'inchiesta chiede ai militari di spiegare, di scusarsi e invoca la riconciliazione nazionale. È il generale Amir Ali Hajizadeh, capo della divisione aerospaziale della Guardia rivoluzionaria in visita ad una famiglia di una vittima a spiegare le ragioni di stato. L'abbattimento è avvenuto dopo che l'Iran ha lanciato missili contro le basi militari statunitensi in Iraq, in risposta all'uccisione del generale Solemaini e dunque ci si aspettava una contromossa americana. Le incertezze sull’ammissione dell’abbattimento hanno rafforzato però la dissidenza del paese e i moti contro il Governo. Una mobilitazione ad oltranza nel cuore delle università a colpi di video diffusi sui social in cui si mostrano i metodi della milizia basij. Una trentina gli arresti tra i manifestanti dispersi con il pugno di ferro. Identificate e arrestata anche la fonte che ha diffuso il video che immortala i missili contro il Boeing.

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