Iran, Rohani: arricchimento uranio rispetta intesa 2015

10 lug 2019

Da un lato Teheran ed Europa cercano un'intesa, dall'altro Stati Uniti ed Israele soffiano sul fuoco. Questo lo stato dell'arte del nucleare iraniano. Per certi versi una situazione che era ampiamente prevista da tutti gli attori coinvolti, resta da vedere quale linea prevarrà. Per una volta l'Europa ha un ruolo decisivo. Ricapitolando, ultime in ordine di tempo, le parole del presidente iraniano Hassan Rouhani, il processo di arricchimento dell'uranio è nel rispetto dell'accordo del 2015 ha detto, un chiarimento necessario dopo gli annunci dei giorni scorsi, in cui le varie autorità iraniane avevano di fatto proclamato l'addio all'intesa. Per questo l'Europa aveva inviato una nota congiunta che suonava come un ultimatum. I Ministeri degli esteri di Francia, Germania, Regno Unito e l'alto rappresentante UE per la politica estera, esprimono profonda preoccupazione sul fatto che l'Iran stia svolgendo attività incoerenti con i suoi impegni assunti. Per questo la riunione straordinaria dell'agenzia per l'energia atomica a Vienna, in cui però è giunta la conferma che i campioni di uranio inviati da Teheran sono più radioattivi di quanto consentito dall'accordo. La questione è squisitamente politica, perché in ogni caso il materiale fissile non è comunque abbastanza carico per costruire un ordigno nucleare. Insomma, un processo reversibile. Il messaggio è chiaro, l'Iran è pronto a fare marcia indietro, a condizione che l'Europa riesca a trovare un escamotage che le permetta di aggirare le sanzioni americane. E' sull'altra sponda dell'Atlantico che invece rullano i tamburi di guerra. Washington ha annunciato di voler costituire una coalizione per difendere le acque del Golfo ed evitare il ripetersi di attacchi alle petroliere. Israele, saldamente al fianco degli Stati Uniti, per bocca del suo premier, Benjamin Netanyahu, ha sottolineato come l'Iran sia alla portata dei suoi caccia. A queste dichiarazioni fanno il paio quelle del capo dei pasdaran, la milizia iraniana che nei fatti costituisce un esercito parallelo. Le portaerei americane possono essere raggiunte dai nostri missili, il suo avvertimento, per ora sono solo parole, ma il sentiero per una soluzione diplomatica si fa sempre più stretto.

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