Gli analisti di Washington parlano di un'operazione di propaganda perché, se non la mano diretta di Teheran, almeno una complicità occulta per distrarre l'opinione pubblica dalle proteste di piazza contro il regime degli Ayatollah attribuendone la colpa ad un pugno di estremisti talebani, sembra il modo più concreto per commentare gli oltre 100 arresti di persone accusate di volere, secondo le autorità iraniane, instillare il terrore nella popolazione e soprattutto negli studenti, con l'intento di chiudere le scuole. Il caso parte dalla notizia che ha sconvolto, non solo l'Iran, ma anche l'opinione pubblica internazionale. Sono le migliaia di casi di ragazze pesantemente intossicate mentre si trovavano sui banchi di scuola. Il tutto nel pieno delle proteste di piazza per la morte di Mahsa Amini brutalmente picchiata dalla polizia morale perché una ciocca di capelli fuoriusciva dallo chadore. Dalle grandi manifestazioni in piazza contro il Governo e dalla pesante repressione da parte del regime di Teheran. Il pugno di estremisti di cui parlano gli Ayatollah che le autorità possono così individuare come nemico da combattere esonerando, in questo modo, il sistema islamico nel suo complesso, parte da ipotesi, sulle responsabilità degli avvelenamenti che sono comunque complesse da attribuire, considerando che la loro veridicità difficilmente può essere verificata in modo indipendente. Intanto, il Ministero degli Esteri Iraniano ha annunciato un accordo preliminare su uno scambio di prigionieri tra Washington e Teheran: accordo che però la Casa Bianca smentisce.























