Iran-Usa, escalation di tensione dopo sanzioni americane

25 giu 2019

La Casa Bianca è afflitta da ritardo mentale. Le sanzioni USA sono oltraggiose e stupide, perché colpiscono la guida suprema, che non ha beni all'estero. C'è solo l'imbarazzo della scelta delle dichiarazioni iraniane in risposta al nuovo giro di vite americano contro la Repubblica islamica. Il messaggio è uno: le vie di comunicazione, già interrotte, sono chiuse definitivamente. A dirlo è il Presidente Hassan Rouhani, che pure incarna la faccia moderata e dialogante della Repubblica degli ayatollah. Dello stesso tenore anche le dichiarazioni del Ministro degli Esteri, Javad Zarif, che ha puntato il dito contro Washington, rivolgendosi direttamente a Donald Trump. “Hai dichiarato di esserti preoccupato di non uccidere 150 iraniani con gli eventuali raid, ma quante generazioni sono state distrutte dalle tue armi nucleari?” Non che il tono della controparte americano sia più conciliante; lo stesso Trump, confondendo Khamenei con Khomeyni, e suscitando l'ilarità e lo scherno del web, ha affermato che comunque non necessita del via libera del Senato per dare il via all'intervento militare contro l'Iran. Il motivo per cui ha bloccato il raid aereo dopo l'abbattimento del drone sarebbe perché lo avrebbe ritenuto sproporzionato. Il punto su cui si continua a discutere è proprio il drone. Secondo Teheran, il velivolo senza pilota americano avrebbe sconfinato nello spazio aereo iraniano. Secondo Washington, no. A dare manforte alla versione iraniana è intervenuta la Russia - ricordiamolo - alleata dell'Iran in Siria, secondo cui le prove dello sconfinamento americano sono evidenti, mentre quelle che dimostrerebbero il coinvolgimento iraniano negli attacchi alle petroliere nello Stretto di Hormuz sono di bassa qualità e poco professionali. Perfino Pechino si è mossa al fianco di Teheran. “Crediamo che applicare ciecamente la massima pressione non aiuterà a risolvere il problema”, ha detto il Ministero degli Esteri cinese, facendo riferimento alle sanzioni americane. Il consigliere per la sicurezza statunitense, John Bolton, però, ha ribadito che la strategia americana di aumentare la pressione costringerà prima o poi l'Iran a sedersi al tavolo dei negoziati. Allo stato, comunque, la situazione è di muro contro muro.

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